Microsoft Defender for IoT: che cos’è e come funziona
Una panoramica introduttiva di come Defender for IoT può aiutare la propria azienda a mettere al sicuro le proprie reti industriali ed infrastrutture critiche.
Microsoft Defender for IoT: una breve introduzione
La tecnologia operativa (OT) è un insieme di dispositivi su cui le organizzazioni fanno affidamento per monitorare e gestire apparecchiature industriali, processi ed eventi. L’Internet of Things (IoT) comprende principalmente dispositivi connessi a Internet di livello consumer. Attualmente sono presenti circa 21,1 miliardi di dispositivi IoT connessi a livello globale nel 2025.
I dispositivi OT moderni sono connessi a Internet tramite una varietà di reti (connessione cablata, Wi-Fi, rete cellulare, Bluetooth, ecc.). Inoltre, la maggior parte di essi è destinata a gestire processi critici per la missione aziendale, che vanno dalla gestione ottimizzata degli spazi ufficio al campionamento chimico automatizzato.
Di conseguenza, gli attacchi mirati ai dispositivi OT e IoT possono comportare rischi significativi per le organizzazioni. A rendere la questione ancora più critica è il fatto che tali attacchi possono avvenire su due livelli: hardware e software, con entrambi utilizzabili per penetrare il perimetro di sicurezza.
Microsoft Defender for IoT è una soluzione di sicurezza unificata progettata per raccogliere telemetria di sicurezza da una vasta gamma di dispositivi IoT, OT e di sistemi di controllo industriale (ICS) per successiva analisi.
Distribuibile on-premises, nel cloud o in modalità ibrida, Microsoft Defender for IoT può essere scalato efficacemente per garantire una visibilità completa dell’ambiente IoT/OT aziendale, rilevare minacce alla sicurezza e facilitare la gestione delle vulnerabilità. Vediamo meglio come nelle prossime sezioni.
Microsoft Defender for IoT: Homepage
Il problema della protezione nell’Industria 4.0
La convergenza tra IT, tecnologia operativa (OT) e Internet of Things (IoT) crea un ecosistema digitale complesso e disconnesso, difficile da integrare e proteggere per i fornitori di infrastrutture industriali e critiche.
Prima di analizzare le soluzioni di sicurezza, è fondamentale comprendere la differenza tra OT e IoT e le sfide uniche che presentano:
- Tecnologia operativa (OT): Si riferisce all’hardware e al software che rilevano o determinano cambiamenti nei processi industriali. Si pensi ai sistemi di una fabbrica che controllano i macchinari o a quelli di una centrale elettrica che gestiscono il flusso di elettricità. Questi ambienti danno priorità alla continuità operativa e all’uptime, spesso eseguendo sistemi legacy non progettati con la cybersicurezza in mente.
- Internet of Things (IoT): L’IoT collega dispositivi intelligenti, dai sensori alle case smart, consentendo loro di comunicare e condividere dati sulle reti. Nel settore industriale, i dispositivi IoT abilitano l’automazione, la manutenzione predittiva e il monitoraggio dei dati in tempo reale. A differenza dei sistemi IT, gli ambienti OT non possono permettersi tempi di inattività. Un incidente di sicurezza in OT potrebbe interrompere infrastrutture critiche come reti elettriche, trasporti o sistemi sanitari, rendendoli un obiettivo attraente per i cybercriminali.
In passato, gli attacchi ai dispositivi IoT e OT sembravano una minaccia ipotetica per molte organizzazioni, ma negli ultimi anni hanno imparato il contrario. Gli attaccanti hanno a disposizione diversi metodi per compromettere e sfruttare i dispositivi IoT aziendali, usandoli come punti di ingresso, per spostamenti laterali nella rete o per eludere i controlli di sicurezza, solo per citare alcuni esempi.
Le sfide nella protezione delle reti IoT e OT derivano dall’aumento delle loro dimensioni. Dai sistemi di videoconferenza intelligenti alle stampanti connesse, fino ai contatori smart e ai sistemi di controllo per la gestione della produzione, l’uso dei dispositivi IoT/OT nelle aziende è in forte crescita. In Europa, nel 2021 il 48% delle grandi imprese utilizzava dispositivi IoT.
Con un numero crescente di endpoint, funzionalità di sicurezza, requisiti di configurazione per ogni dispositivo e identità utente, le organizzazioni faticano sempre più a mantenere una visibilità completa (e quindi il controllo) sul proprio ecosistema OT.
Sfortunatamente, sembra che il “costo” di una maggiore connettività sia una superficie di attacco più ampia. Una violazione dei componenti OT potrebbe avere un impatto critico sull’organizzazione, rendendola un bersaglio appetibile per gli hacker. La compromissione di un singolo dispositivo potrebbe fornire immediatamente accesso a un intero sistema, un rischio amplificato dal fatto che alcuni dispositivi OT sono connessi a Internet e/o interconnessi con altri sistemi aziendali.
Le ragioni per cui l’“hacking dell’IoT” continua a comparire nei titoli dei giornali includono la scarsa consapevolezza dei rischi di sicurezza, pratiche di sicurezza deboli all’interno delle organizzazioni e una bassa visibilità sugli asset.
Questi fattori sono spesso alla base delle vulnerabilità più comuni dei dispositivi IoT, come quelle che andiamo a elencare nella tabella qua sotto:
| Vulnerabilità | Esempio |
|---|---|
| Servizi di rete non sicuri | I dispositivi IoT che non utilizzano crittografia o protocolli sicuri per comunicare possono essere vulnerabili ad attacchi come l’intercettazione dei dati (es. HTTP invece di HTTPS). |
| Modifiche non autorizzate alla configurazione del dispositivo | Un attaccante potrebbe accedere a un dispositivo e modificare le sue impostazioni di sicurezza, disabilitando la protezione o aprendo porte non sicure. |
| Interfacce non sicure | Le interfacce tra dispositivi e sistemi (ad esempio, API) senza autenticazione o crittografia possono consentire attacchi da parte di utenti non autorizzati. |
| Meccanismi di aggiornamento sicuri mancanti | I dispositivi che non supportano l’aggiornamento sicuro del firmware possono essere vulnerabili a exploit noti che potrebbero essere risolti con patch. |
| Uso di componenti obsoleti | Utilizzare dispositivi o software che non vengono più supportati o aggiornati (es. versioni obsolete di moduli wireless o firmware) espone a vulnerabilità non corrette. |
| Protezione della privacy insufficiente | I dispositivi che non crittografano i dati sensibili (come informazioni personali o di geolocalizzazione) possono compromettere la privacy degli utenti in caso di attacco. |
| Trasferimento e archiviazione dei dati non sicuri | I dati sensibili inviati senza crittografia o archiviati su dispositivi non protetti possono essere facilmente intercettati o rubati. |
| Mancanza di gestione centralizzata dei dispositivi | L’assenza di una piattaforma centralizzata per monitorare e gestire i dispositivi può rendere difficile individuare vulnerabilità e applicare aggiornamenti in tempo reale. |
| Uso delle impostazioni predefinite del produttore | L’utilizzo di username e password predefiniti, o configurazioni di sicurezza non modificate, facilita l’accesso non autorizzato ai dispositivi. |
Microsoft Defender for IoT: caratteristiche e funzionamento
Microsoft Defender for IoT è stato progettato appositamente per identificare minacce e vulnerabilità negli ambienti IoT e OT. La sua architettura, basata sul Purdue Model, è pensata per proteggere i sistemi di controllo industriale (ICS) che supportano le infrastrutture critiche.
Poiché molti dispositivi IoT e OT non dispongono di agenti di sicurezza integrati in grado di inviare dati di telemetria agli strumenti di sicurezza connessi, potrebbero rimanere invisibili ai team di cybersecurity e quindi non aggiornati e/o configurati in modo errato.
Microsoft Defender for IoT svolge un ruolo chiave nel monitoraggio continuo del traffico di rete tra dispositivi OT e IT e può essere configurato per monitorare i seguenti tipi di sensori:
- Sensori di rete OT/IoT, che si collegano a una porta SPAN o a un TAP di rete.
- Sensori di rete OT/IoT, che utilizzano motori di analisi e l’ispezione approfondita dei pacchetti Layer-6 DPI (Deep Packet Inspection). In entrambi i casi, la raccolta dei dati, l’analisi e le segnalazioni avvengono direttamente sul sensore, riducendo sia la larghezza di banda che la latenza. I dashboard on-premises o basati su Azurericevono solo telemetria di sicurezza e informazioni utili per la gestione della sicurezza.
Microsoft Defender for IoT: ArchitectureCon Microsoft Defender for IoT, le aziende possono**:**
- Rilevare istantaneamente nuovi dispositivi IoT/OT nelle loro reti, raccogliendo dettagli sui dispositivi e dati aggiuntivi dai sensori di rete e da altre fonti rilevanti.
- Ricevere avvisi in tempo reale sui rischi comuni (es. patch mancanti, porte aperte, modifiche non autorizzate alle configurazioni dei dispositivi, alla logica di controllo o al firmware).
- Ottenere raccomandazioni per la gestione delle vulnerabilità, basate su analisi comportamentali e algoritmi di machine learning.
- Simulare scenari di minaccia avanzati, come exploit zero-day o attacchi che sfruttano le risorse già presenti nei sistemi (living-off-the-land tactics).
- Scalare l’implementazione su cloud, ambienti on-premises e reti ibride IoT/OT per ottenere piena visibilità.
- Estendere il monitoraggio a dispositivi con protocolli personalizzati o non standard, utilizzando l’Open Development Environment (ODE) e l’Horizon SDK.
Microsoft Defender for IoT consente un monitoraggio continuo di tutti i dispositivi OT/IoT attraverso la centralizzazione dei dati e fornisce ai Security Operation Center (SOC) strumenti avanzati per garantire la massima protezione delle operazioni aziendali.
I componenti predefiniti di Microsoft Defender for IoT includono**:**
- Un portale basato su Azure per la gestione cloud e l’integrazione con altri servizi di sicurezza Microsoft.
- Una console per i sensori IoT/OT per il rilevamento dei dispositivi e la successiva implementazione di Defenderdirettamente sul dispositivo o su una macchina virtuale. È possibile scegliere tra sensori connessi al cloud o completamente on-premises gestiti localmente. Infine, un altro dei principali punti di forza di Microsoft Defender for IoT è la sua integrazione fluida con Microsoft Sentinel, lo strumento SIEM (Security Information and Event Management) cloud-native di Microsoft.
Questa integrazione potenzia la sicurezza OT/IoT offrendo, visibilità centralizzata sulle minacce (con dashboard customizzabili), Threat hunting proattivo, grazie agli strumenti di analisi basati su AI di Sentinel e automazione della risposta agli incidenti, sfruttando i Sentinel Playbooks, che riducono l’intervento manuale e accelerano i tempi di reazione.
Microsoft Defender for IoT Architecture: Il “Purdue Model” e come lo supera
Abbiamo menzionato in precedenza come l’architettura di Defender for IoT getti le sue fondamenta sul Purdue Model, ma che cos’è esattamente? E come Defender for IoT riesce in qualche modo a superarne i limiti?
Il Purdue Model, noto anche come Purdue Enterprise Reference Architecture (PERA), è un modello gerarchico utilizzato per rappresentare l’architettura delle reti industriali e dei sistemi di controllo industriale (ICS, Industrial Control Systems).
Il modello mostra come gli elementi tipici di un’architettura ICS si interconnettono, suddividendoli in sei zone che contengono sistemi di tecnologia dell’informazione (IT) e OT. Se implementato correttamente, aiuta a stabilire un “air gap” tra i sistemi ICS/OT e IT, isolandoli in modo che un’organizzazione possa applicare controlli di accesso efficaci senza ostacolare le attività aziendali.
I livelli sono sei (dallo 0 al 5, più il livello 3.5 DMZ), raggruppati in diverse zone. I sistemi OT occupano i livelli inferiori del modello, mentre i sistemi IT occupano i livelli superiori, con una “zona demilitarizzata” di convergenza tra di loro.
Vediamo qualche dettaglio in più nella tabella qui sotto:
| Livello | Nome | Descrizione | Esempi di tecnologie |
|---|---|---|---|
| 5 | Corporate Network | Contiene i sistemi aziendali generali che supportano le operazioni dell’intera impresa. Qui si gestiscono risorse, strategia aziendale, finanza e altre funzioni di alto livello. | ERP (SAP, Oracle), e-mail, servizi cloud, database aziendali, HR software |
| 4 | Business Planning & Logistics | Si occupa della pianificazione aziendale e della gestione della supply chain. Coordina le operazioni di produzione con la logistica, le vendite e l’amministrazione. | MES (Manufacturing Execution Systems), sistemi di gestione ordini, SCADA basato su cloud, software di pianificazione della produzione |
| 3.5 | DMZ (Demilitarized Zone) | La DMZ (livello 3.5) è una zona intermedia, non un livello formale del modello originale Purdue. Funziona come una zona cuscinetto tra le reti IT e OT, proteggendo la rete industriale dagli attacchi informatici. Qui si trovano dispositivi di sicurezza come firewall e proxy. | Firewall, proxy server, IDS/IPS (Intrusion Detection/Prevention Systems), jump server, VPN industriali |
| 3 | Manufacturing Operations Systems | Supervisione della produzione e gestione dei dati operativi. Qui avviene il coordinamento tra i diversi processi di produzione per garantire efficienza e qualità. | MES, sistemi di gestione della qualità (QMS), gestione delle ricette di produzione, database di produzione |
| 2 | Supervisory Control | Controllo e monitoraggio della produzione in tempo reale. I sistemi SCADA e HMI permettono agli operatori di visualizzare e interagire con i processi produttivi. | SCADA (Supervisory Control and Data Acquisition), HMI (Human-Machine Interface), sistemi historian per la raccolta dati |
| 1 | Basic Control | Esegue il controllo diretto delle macchine e dei processi industriali. Qui si trovano dispositivi di automazione come PLC e DCS. | PLC (Programmable Logic Controllers), RTU (Remote Terminal Units), DCS (Distributed Control Systems) |
| 0 | Physical Process | Comprende i dispositivi fisici responsabili dell’esecuzione effettiva della produzione. Qui avvengono le operazioni meccaniche e fisiche. | Sensori di temperatura/pressione, attuatori, motori, robot industriali, valvole, trasduttori |
Oggi, con l’Industrial Internet-of-things (IIoT) che sfuma la linea tra IT e OT, gli esperti si chiedono spesso se il modello Purdue sia ancora valido per le reti ICS moderne. Il suo framework di segmentazione viene spesso messo da parte, visto che i dati dal Livello 0 vengono inviati direttamente al cloud. Tuttavia, molti suggeriscono che non sia ancora il momento di scartare il modello.
Microsoft Defender for IoT: Perdue ModelDefender for IoT utilizza ancora la struttura del Purdue Model come base per segmentare la rete e applicare controlli di sicurezza, tuttavia espande su questa base implementando tutte le più moderne soluzioni legate alla protezione delle reti ICS come:
- Protezione Cloud-Edge: L’integrazione tra cloud e infrastrutture on-premises è fondamentale per proteggere ambienti industriali sempre più interconnessi. I sistemi OT tradizionali erano isolati, ma con l’Industria 4.0 e l’Industrial IoT (IIoT), sempre più dati vengono elaborati nel cloud per analisi avanzate e gestione remota. Per questo Defender for IoT pone come fondamentale l’integrazione tra sicurezza on-premises e cloud per rilevare minacce in tempo reale.
- Zero Trust per OT: Il modello Zero Trust applicato agli ambienti OT segue il principio “Never Trust, Always Verify”. Questo approccio è essenziale per prevenire attacchi interni ed esterni, specialmente perché molte reti OT sono state storicamente progettate con scarsa protezione perimetrale. Defender for IoT permette la suddivisione della rete in segmenti isolati per limitare la propagazione di malware o attacchi e i dispositivi OT vengono monitorati costantemente per rilevare accessi anomali o tentativi di manomissione.
- Analisi AI & Machine Learning: L’uso di intelligenza artificiale (AI) e machine learning (ML) nei sistemi di sicurezza OT consente di anticipare e bloccare minacce prima che causino danni, attraverso feature come il threat hunting e il rilevamento proattivo delle minacce basato su modelli comportamentali, l’automazione della risposta a queste ultime e l’individuazione di possibili schemi d’attacco complessi.
Microsoft Defender for IoT: best practices per utilizzarlo
Defender for IoT è una soluzione eccellente per la difesa dei propri dispositivi, tuttavia come ogni strumento, non basta semplicemente capire come funziona ma anche come utilizzarlo al meglio per sfruttarne interamente il potenziale.
In questa sezione andremo a vedere alcune delle migliori pratiche implementabili durante l’uso di Defender IoT e cercheremo di capire come possono aiutarci a migliorare la propria postura di sicurezza con pochi semplici accorgimenti.
Microsoft Defender for Iot: Best practices
Definire il set di Use Case per il SOC
Uno use case per il Security Operations Center (SOC) è un modello di rilevamento e risposta alle minacce che un’organizzazione sviluppa per identificare, segnalare e mitigare una specifica minaccia alla sicurezza.
In sostanza, si tratta di creare un registro delle minacce prioritarie, dei requisiti di conformità e delle esigenze di settore che si desidera trasformare in un avviso SOC, ovvero un evento che richiede un’indagine e una risposta orchestrata dal team di sicurezza.
Poiché Microsoft Defender for IoT è in grado di raccogliere ed elaborare enormi quantità di dati, è necessario definire parametri specifici per la generazione di avvisi (ovvero, quali deviazioni comportamentali di un dispositivo dovrebbero essere considerate anomalie e quindi indagate).
Ad esempio, creare avvisi per le modifiche alla configurazione di un dispositivo SCADA eseguite da un amministratore o da un utente privilegiato potrebbe essere superfluo. Tuttavia, impostare un avviso per una modifica effettuata da un utente sconosciuto o non autorizzato è fondamentale. In base al tipo di incidente, il team SOC può sviluppare un playbook specifico per la sua indagine e risoluzione. Nel caso sopra citato, potrebbe trattarsi dell’invio automatico di un comando di arresto al PLC.
Progettare regole per il SIEM
Il Security Information and Event Management (SIEM) consiste nella raccolta centralizzata di informazioni e gestione degli eventi di sicurezza per consentire una risposta più rapida alle vulnerabilità e alle minacce. L’obiettivo del SIEM è rilevare e affrontare gli incidenti nelle prime fasi, prima che possano compromettere le operazioni aziendali.
In base agli use case SOC identificati per gli ambienti OT/IoT, il team di sicurezza deve progettare regole analitiche in grado di generare avvisi descrittivi per ogni specifico tipo di incidente. Successivamente, è necessario definire flussi di lavoro dettagliati per analizzare gli avvisi ricevuti e implementare le relative azioni di mitigazione.
Sfruttare l’Integrazione con Microsoft Sentinel
Microsoft Sentinel è lo strumento SIEM/SOAR di Microsoft, che oltre a gestire le informazioni e gli eventi di sicurezza, fornisce funzionalità avanzate di orchestrazione, automazione e risposta alle minacce (SOAR).
Integrando Microsoft Defender for IoT con Microsoft Sentinel, i team SOC possono sfruttare:
- Regole predefinite di Sentinel per il rilevamento degli eventi IoT/OT.
- Playbook preconfigurati per automatizzare l’indagine e la risposta agli incidenti.
- Filtri intelligenti per classificare gli incidenti in base a problemi specifici IoT.
- Report dettagliati sugli impatti aziendali degli incidenti, da condividere con gli stakeholder. I playbook di Sentinel aiutano significativamente il SOC a migliorare la gestione degli avvisi, notificare i proprietari o operatori dei dispositivi, eliminare i falsi positivi e avviare rapidamente un’indagine approfondita.
Conclusioni
Il massiccio shift tecnologico che ha proiettato il panorama lavorativo nell’Industria 4.0 ha portato con sé anche tutta una serie di nuove problematiche che non è possibile ignorare se si desidera mantenere una corretta postura di sicurezza.
Nessuna azienda può permettersi che la propria tecnologia operativa e i dispositivi associati abbiano malfunzionamenti o vengano sabotati da cattivi utilizzi o agenti malevoli ed è necessario trovare soluzioni che possano aiutarci a scongiurare questi scenari.
Defender for IoT si propone come una risposta solida a queste problematiche e con la sua ampia gamma di opzioni e funzionalità, può fornirci gli strumenti giusti per metterci al riparo e la qualità certificata dei prodotti Microsoft dedicati alla cybersecurity. Non è mai troppo presto per pensare alla sicurezza delle proprie infrastrutture digitali, quindi perché aspettare?
FAQ su Microsoft Defender for IoT
1. Che cos’è Microsoft Defender for IoT?
Microsoft Defender for IoT è una soluzione di sicurezza progettata per proteggere dispositivi IoT, ambienti OT e sistemi di controllo industriale (ICS). Fornisce visibilità completa sugli asset connessi alla rete, rileva minacce in tempo reale e aiuta a gestire vulnerabilità e configurazioni errate.
2. A cosa serve Microsoft Defender for IoT?
Serve a monitorare e proteggere reti industriali e infrastrutture critiche. Consente di individuare dispositivi sconosciuti, rilevare comportamenti anomali, identificare vulnerabilità e supportare i team SOC nella risposta agli incidenti di sicurezza.
3. Qual è la differenza tra sicurezza IT e sicurezza OT?
La sicurezza IT protegge sistemi informatici tradizionali (server, PC, applicazioni aziendali). La sicurezza OT, invece, riguarda sistemi industriali che controllano processi fisici (PLC, SCADA, DCS). Negli ambienti OT la continuità operativa è prioritaria e i tempi di inattività non sono accettabili, rendendo la protezione più delicata e complessa.
4. Microsoft Defender for IoT funziona solo nel cloud?
No. Microsoft Defender for IoT può essere distribuito on-premises, nel cloud tramite Azure oppure in modalità ibrida. Questa flessibilità consente di adattarsi sia ad ambienti industriali tradizionali sia a infrastrutture moderne integrate con il cloud.
5. Come rileva le minacce nei dispositivi OT e IoT?
Defender for IoT utilizza sensori di rete che si collegano a porte SPAN o TAP e analizzano il traffico tramite Deep Packet Inspection (DPI). Non richiede agenti installati sui dispositivi industriali, che spesso non supportano software di sicurezza tradizionali.
Scritto da
Emanuele Rossi
Infra & Security · Dev4Side
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