Gli strumenti di Business Intelligence (BI) raccolgono, archiviano e elaborano grandi volumi di dati provenienti da diverse fonti, fornendo preziose informazioni su modelli e tendenze. Looker e Power BI, sono tra i leader del mercato dedicato a questi strumenti, aiutando le aziende a stimolare la crescita e migliorare le operazioni. Sebbene però entrambi abbiano lo stesso scopo, esistono alcune differenze tra loro in termini di interfaccia utente, sicurezza dei dati, opzioni di visualizzazione, funzionalità di collaborazione e altro ancora che possono far vergere la nostra decisione in favore dell’uno o dell’altro. In questo articolo andremo quindi a vederli più da vicino e cercheremo di approfondire ogni aspetto che può aiutare a scegliere lo strumento BI più adatto alle proprie esigenze.
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Il mercato globale della Business Intelligence (BI), valutato 27,11 miliardi di dollari nel 2022, è in forte crescita e si prevede che raggiungerà i 54,27 miliardi di dollari entro il 2030.
Questa crescita accelerata del settore evidenzia la necessità, per le aziende, di scegliere la piattaforma BI più adatta tra la moltitudine di strumenti disponibili per scopi diversi: dalle esigenze operative alla gestione dell'inventario, dal miglioramento dell’esperienza cliente all’estrazione di valore dall’Internet of Things (IoT).
Tra le numerose opzioni, Looker e Power BI si distinguono come due dei principali protagonisti nel mercato delle soluzioni di BI. Entrambi sono strumenti potenti, ma si differenziano notevolmente nel modo in cui affrontano l’analisi dei dati e la visualizzazione.
Di fronte a questi due colossi, è naturale chiedersi: “Quale di questi strumenti è il più adatto alle mie esigenze?”
Per rispondere a questa domanda, nelle prossime sezioni vedremo di analizzare nel dettaglio gli aspetti tecnici di entrambi, le loro differenze e cercheremo di metterli a confronto per capire quale dei due è lo strumento che fa per noi. Non perdiamo altro tempo.

Prima di cominciare con il confronto vero e proprio è il caso di presentare un attimo brevemente i due contendenti per cercare di capire meglio cosa sono e qual è la loro offerta.
Microsoft Power BI è una piattaforma di Business Intelligence sviluppata da Microsoft che consente di connettere, trasformare, analizzare e visualizzare dati provenienti da una vasta gamma di fonti.
Attraverso dashboard interattivi, report dinamici e funzionalità di analisi avanzata, Power BI permette agli utenti – anche senza competenze tecniche approfondite – di ottenere insight significativi e prendere decisioni basate su dati concreti.
La piattaforma è pensata per favorire la collaborazione e la condivisione delle informazioni all'interno delle organizzazioni, rendendo l'analisi dei dati accessibile, flessibile e scalabile.
Il suo principale punto di forza è l'integrazione nativa con l'ecosistema software di Microsoft. Gli utenti possono collegare Power BI a Outlook, Excel, PowerPoint, SharePoint, Teams, Dynamics 365, Azure Machine Learning e Azure Synapse Analytics con estrema facilità. La piattaforma supporta inoltre centinaia di integrazioni con strumenti di terze parti, tra cui Slack, Dropbox, Salesforce e BigQuery.
Power BI si distingue anche per essere uno strumento altamente accessibile e facile da usare, adatto sia ai principianti sia agli esperti. Gli aggiornamenti più recenti hanno introdotto funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, come l’integrazione con Microsoft Copilot e l’uso di query in linguaggio naturale.
La versione più recente include funzionalità migliorate per la data governance, che aiutano a mantenere la conformità con leggi, normative e standard applicabili.
Tra i suoi punti di forza principali possiamo menzionare:
Un divertente (quanto vero) luogo comune vede la nomenclatura dei prodotti Microsoft come estremamente confusionaria, ma questa volta sembra che la casa di Redmond abbia trovato uno sfidante.
Infatti, Looker Studio ha una storia piuttosto complicata, e se ci si è mai ritrovati a parlare di Looker rendendosi conto a metà conversazione che nessuno sta parlando della stessa cosa, non è così raro come si può pensare.
Il punto è questo: esistono in realtà due Looker.
Uno è LookML Looker Core, il motore analitico vero e proprio che esiste da tempo. L’altro è Looker Studio, precedentemente noto come Google Data Studio, rinominato dopo l’acquisizione di Looker da parte di Google. Questa sovrapposizione nei nomi ha generato non poca confusione, soprattutto tra chi è nuovo nel mondo dell’analisi dei dati e si riferisce ingenuamente a Looker Studio come “Looker”, ignorando l’esistenza di LookML Looker.
E proprio quando sembrava che la situazione non potesse complicarsi ulteriormente, Google ha introdotto anche Looker Studio Pro, la versione “premium” di Looker Studio.
Detto ciò, in questo articolo ci concentreremo principalmente sul confronto tra Looker Studio e Power BI.
Looker Studio può essere oggi considerato un marchio paragonabile a Power BI. Come quest’ultimo, è uno strumento web-based intuitivo che trasforma dati grezzi in report visivamente coinvolgenti e interattivi. Gli utenti possono creare rapidamente dashboard informative tramite un’interfaccia drag-and-drop, anche senza alcuna competenza tecnica.
Tra le sue feature più caratteristiche si possono menzionare:

Dev4Side Software è specializzata nell'elaborazione di report personalizzati tramite Microsoft Power BI, trasformando dati complessi in dashboard e report intuitivi per supportare decisioni aziendali informate.
Operando in maniera verticale sull'intero ecosistema Power Platform di Microsoft, abbiamo sviluppato una ottima competenza su Power BI che ci permette di offrire soluzioni di business intelligence per evidenziare insight critici e promuovere l'efficienza operativa.
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Ok, adesso che abbiamo un’idea più chiara di cosa sono e cosa offrono i due servizi è arrivato il momento di metterli uno accanto all’altro e confrontarli sui punti principali che definiscono una soluzione di Business Intelligence degna di questo nome.
I criteri sono rispettivamente:
Non perdiamo altro tempo e partiamo.
Lavorare con Power BI risulta naturale e intuitivo per chi ha competenze nell’analisi e manipolazione dei dati. La piattaforma mostra un’anteprima dei dati, il che rende più facile individuare errori e risolverli rapidamente.
Ciò che la maggior parte dei team apprezza (ma a volte anche detesta) durante la creazione di una dashboard in Power BI sono le infinite opzioni di personalizzazione. Da un lato è positivo avere un maggiore controllo sull’aspetto grafico e funzionale dei report, ma dall’altro può diventare facilmente opprimente, soprattutto per i principianti, già solo scorrendo tra i vari pannelli di progettazione.
Looker Studio, invece, presenta un layout semplice e opzioni di visualizzazione dei dati di base, risultando così più adatto a chi è alle prime armi. Tuttavia, poiché Looker Studio non mostra un’anteprima dei dati — ovvero come sono strutturati e formattati — prima della visualizzazione, può risultare difficile individuare e correggere errori, specialmente quando si lavora con più fonti di dati.
Quindi, se si desidera un maggiore controllo sui tuoi dati, dovrai elaborarli prima in Google Sheets. Una volta soddisfatto del risultato, potrai importarli in Looker Studio. Questo processo, però, può diventare piuttosto noioso in tempi brevi.
Sia Looker Studio che Power BI offrono diverse opzioni di personalizzazione — grafici e diagrammi di base, visualizzazioni personalizzate e modelli — che permettono di creare i report di cui hai bisogno.
Durante la personalizzazione dei tuoi report, troverai numerosi grafici e diagrammi di base direttamente nella dashboard di Looker Studio. Puoi anche applicare diversi temi e layout per rendere la dashboard coerente con l’identità visiva del tuo brand.
Gli utenti alle prime armi che hanno appena iniziato a creare dashboard possono esplorare la galleria dei report e scegliere un modello gratuito.
In modo simile a Looker Studio, anche Power BI offre grafici e diagrammi di base — come scorecard, serie temporali, barre, mappe, ecc. — e consente l’applicazione di temi e layout personalizzati alle dashboard.
Oltre ai grafici standard, Microsoft ha recentemente investito molto nelle visualizzazioni personalizzate disponibili tramite AppSource. Questo apre un’ampia gamma di possibilità per gli utenti che desiderano rendere i propri report più coinvolgenti e narrativi.
In buona sostanza, Looker è una buona opzione per grafici e visualizzazioni semplici, ma tende a mostrare dei limiti quando le esigenze diventano più complesse. Power BI, invece, si dimostra molto più versatile dal punto di vista della personalizzazione e rappresenta un’opzione più completa per gli utenti esperti e per coloro che vogliono andare oltre le rappresentazioni basilari.

Sia Looker Studio che Power BI supportano connessioni a diverse fonti di dati, sia tramite connettori nativi che connettori di terze parti.
Ci sono molti modi per importare dati di marketing in Power BI. Supporta la connettività diretta a numerose fonti di dati, inclusi prodotti Microsoft come Azure SQL Database ed Excel. Inoltre, si collega a molti database di terze parti e servizi online. L’ecosistema di Power BI include centinaia di connettori di terze parti (oltre 1.400).
Con Looker Studio puoi importare gratuitamente dati da piattaforme supportate da Google — Google Sheets, BigQuery, Google Analytics, Google Ads, ecc. — direttamente nelle tue dashboard. Se si vuole ottenere dati da fonti esterne, è possibile utilizzare connettori di terze parti. Looker Studio ha una community di partner che supporta centinaia di fonti di dati.
In questo aspetto i due servizi quindi si equivalgono e la scelta verte semplicemente su quali siano le piattaforme di base supportate che si preferiscono.
Power BI dispone di funzionalità di trasformazione dei dati più avanzate e potenti rispetto a Looker. Una delle funzioni più apprezzate è DAX (Data Analysis Expressions), che consente agli utenti di creare nuove tabelle di dati e calcoli complessi.
Inoltre, Power BI permette di lavorare sulla struttura e modellazione dei dati. Ad esempio, è possibile utilizzare uno schema a stella per gestire e organizzare i dati.
Possiamo dire che, per sfruttare appieno le potenzialità di Power BI, è necessario avere una buona comprensione della modellazione dei dati e sapere cosa si sta facendo. Lavorare con DAX o con uno schema a stella non è esattamente alla portata di un team marketing.
Per questo motivo, nei team che utilizzano Power BI, si osserva spesso che c’è un team dedicato alla gestione dei dati e del lavoro sottostante, così che il team marketing possa concentrarsi sulla creazione dei report.
Looker Studio, invece, è ottimo se vuoi semplicemente analizzare impression, clic e CTR di un singolo canale.
Per combinare dati da più fonti, Looker Studio offre una funzionalità di data blending che permette di unire fino a cinque fonti di dati. Tuttavia, il data blending di Looker Studio presenta alcune limitazioni, tra cui:
Parliamo un po’ di costi.
La versione base di Looker Studio è gratuita — rendendola accessibile anche alle piccole imprese. Looker Studio offre inoltre una versione Pro che include spazi di lavoro per team (con controlli di accesso più granulari) e supporto clienti a livello enterprise tramite Google Cloud Customer Care. Inoltre, se utilizzi connettori di terze parti per importare dati in Looker Studio, devi comunque pagare.
Sebbene esista una versione gratuita di Power BI con connettività dati per set di dati semplici, condivisione di report, collaborazione e funzionalità più avanzate, questa richiede un abbonamento a pagamento a partire da circa 10 dollari per utente al mese.
A differenza di Looker, su Power BI Desktop è possibile collegarsi anche a connettori di terze parti e recuperare i dati senza acquistare alcuna licenza. Inoltre, un punto a sfavore potrebbe essere che il report rimane “locale”, ossia che viene salvato in un file .pbix e può essere aperto e utilizzato solo tramite Power BI.
Nel momento in cui si desidera pubblicare il report online, entra in gioco la licenza a pagamento, se invece si ha solo l’obiettivo di renderlo accessibile su Internet, senza controlli e senza gestione degli utenti, la licenza non è necessaria.
In questo particolare contesto Looker ha un leggero margine di vantaggio rispetto alla soluzione di Business Intelligence Microsoft, ma detto ciò passiamo al verdetto finale.

Arriviamo finalmente al nocciolo della questione: quale dei due scegliere?
La scelta tra Looker Studio e Microsoft Power BI dipende come sempre dalle esigenze specifiche della propria organizzazione, dal budget, dall’ecosistema tecnologico già in uso e dal livello di competenza tecnica disponibile. Entrambi gli strumenti sono eccellenti, ma si distinguono in contesti molto, molto diversi.
Looker Studio eccelle per semplicità, convenienza e integrazione fluida con l’ecosistema Google. È la soluzione ideale per aziende con esigenze di reportistica semplici e per team che privilegiano la facilità d’uso rispetto alle funzionalità avanzate.
Power BI è invece la scelta migliore per le organizzazioni che necessitano di analisi avanzate, ampie possibilità di personalizzazione dei dati e funzionalità di modellazione complesse. La sua versatilità, l’integrazione con gli strumenti Microsoft e la scalabilità lo rendono una soluzione solida per aziende che gestiscono grandi volumi di dati e report dettagliati.
Per comodità abbiamo riassunto tutti i principali criteri nella comoda tabella qui sotto:
Ma qual è il nostro parere personale?
Da software house operante all’interno del sistema Microsoft non possiamo che consigliare Power BI (pur riconoscendo i meriti della soluzione BI di Google).
La piattaforma di Business Analytics targata Microsoft è una soluzione che, al netto di costi leggermente maggiori e una curva di apprendimento un po’ più ripida, vince su Looker per aspetti come versatilità, scalabilità e varietà di opzioni e personalizzazioni che la rendono una scelta più appetibile per tutte quelle aziende che sono intenzionate ad avere nel proprio toolset digitale uno strumento capace di crescere con le esigenze della propria azienda.
C’è un motivo se il mercato della Business Intelligence è così in forte crescita: i dati sono oro che aspetta di essere estratto e sedercisi sopra senza far nulla è probabilmente il modo migliore di perdere opportunità preziose quanto il proprio fatturato.
È per questo che è importante trovare lo strumento giusto per poterli finalmente sfruttare a dovere e la scelta di questo strumento non deve essere presa sottogamba, ma attentamente osservata e studiata al fine di trovare la soluzione più adatta non solo al momento attuale ma anche al prossimo futuro del proprio business.
Quindi, se Looker rappresenta un’ottima soluzione entry-level per tutti quei piccoli business che necessitano di uno strumento comodo e veloce per mettere in piedi il più rapidamente possibile una base di business intelligence, Power BI è (a nostro avviso) è la piattaforma che meglio può accompagnare la propria azienda alla scoperta dei propri dati, crescendo e maturando insieme ad essa.
1) Looker, Looker Studio e Looker Studio Pro: qual è la differenza?
Looker (spesso chiamato “Looker Core”) è la piattaforma BI di Google Cloud basata anche su LookML; Looker Studio è lo strumento web per creare report e dashboard; Looker Studio Pro aggiunge funzionalità “enterprise” e amministrative pensate per team e governance.
2) Looker Studio Pro cosa aggiunge rispetto alla versione free?
In sintesi: più controllo per la gestione dei contenuti e degli accessi a scala team (es. workspaces) e collegamento ai progetti Google Cloud, oltre a supporto e funzioni di amministrazione.
3) Quale dei due è più facile da usare per chi inizia?
In genere Looker Studio è più immediato (reporting web “drag & drop”); Power BI è molto ricco e quindi può risultare più impegnativo quando si entra in modellazione, misure e ottimizzazioni (DAX/modello). (Valutazione pratica basata su casi d’uso tipici.)
4) Cos’è DAX e quando serve in Power BI?
DAX è il linguaggio di formule usato in Power BI per definire calcoli (misure, ecc.) e lavorare con il modello dati; è centrale quando si passa da report “semplici” ad analisi più avanzate.
5) Looker Studio supporta “UNION” come in SQL?
Il blending in Looker Studio è descritto come dati “derivati dal join di campi tra sorgenti” (quindi concettualmente diverso da un UNION “verticale”). Se serve UNION, di solito conviene farlo a monte (warehouse/SQL/ETL) e poi collegare la fonte risultante.
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